San Francesco.
In quale pensatore, in quale filosofo dell'intera
storia dell'umanità è possibile trovare parole di
gratitudine e di gioia per l'interezza dell'esistente in ogni sua
espressione e manifestazione finanche per colei che tutti gli uomini
temono e sfuggono, la morte? Ma soprattutto in quanti di essi è
rintracciabile un comportamento nella vita quotidiana di assoluta
coerenza con quanto pensato, scritto, detto, come è possibile
fare in quella che fu la vicenda terrena di Francesco di Assisi,
uomo del '300 dunque di ieri, ma anche di oggi, di domani, di sempre?
Le parole del "Cantico delle Creature",
oggi unanimamente riconosciuto una delle più sublimi preghiere
che mente umana abbia mai elevato alla Divinità, oltre che
altissima espressione di lirismo poetico, sono in grado ancora oggi
di rivolgersi a tutti gli uomini cattolici e non, cristiani e non,
credenti e non. Esse ci dicono di Dio, ma soprattutto dell'uomo,
del senso profondo di mistero e della domanda fondamentale che avvolgono
tutta la sua esistenza. Per di più sono di una attualità
sconvolgente se le leggiamo alla luce del pressante problema ecologico
che oggi ci affligge.
S.Francesco ci parla di rispetto e di amore per
tutte le creature e più in generale per tutto ciò
che ci circonda. Ci parla anche di uguaglianza, della quale "Sora
nostra morte corporale" costituisce la più infallibile
fautrice; del valore del perdono e della pace, perfino della sofferenza
che permette di affinare la nostra umanità. Sembrerebbe che
quest'uomo del '300 avesse presenti davanti ai propri occhi i secoli
futuri dell'umanità con i loro errori ed orrori. Per tutto
quanto detto sopra chiamarlo semplicemente Santo rischia quasi di
suonare riduttivo...
E per questo chi si trovi a calcare il suolo umbro
non può assolutamente omettere una visita ad Assisi, la cittadina
che può vantarsi di avergli dato i natali e in special modo
alla Porziuncola in Santa Maria degli Angeli dove ha avuto sepoltura.
Letizia Sofia
La Sua Vita
Francesco nasce ad Assisi nell'inverno del 1182
da Pietro di Bernardone e Madonna Pica, una delle famiglie più
agiate della città. Il padre commerciava in spezie e stoffe.
La nascita di Francesco lo coglie lontano da Assisi, mentre era
in Provenza, occupato nella sua professione. La madre scelse il
nome di Giovanni, nome che fu subito cambiato in Francesco quando
tornò il padre. La fanciullezza trascorse serenamente in
famiglia e Francesco potè studiare il latino, il volgare,
il provenzale e la musica; le sue note insieme alle sue poesie,
furono sempre apprezzate nelle feste della città. Il padre
desiderava avviarlo al più presto all'attività del
commercio. Un giorno era intento nel fondaco paterno a riassettare
la merce quando alla porta si presentò un mendicante che
chiedeva elemosina in nome di Dio. Dapprima Francesco lo scacciò
in malo modo, ma poi pentitosi lo seguì e raggiuntolo vi
si intrattenne, scusandosi ed elargendogli dei denari.
All'età di vent'anni partecipò alla
guerra tra Assisi e Perugia e fu fatto prigioniero. La prigionia
e gli stenti plasmarono l'animo del giovane e più il corpo
si indeboliva, più cominciava a subentrare in lui il senso
della carità e del bene verso gli altri. Tornò a casa
gravemente malato e solo le amorevoli cure della madre ed il tempo
lo ristabilirono: ma la vita spensierata, che nel frattempo aveva
riassunto, gli sembrò vuota.
Spinto da idee battagliere decise di seguire un condottiero
nel sud Italia, ma giunto a Spoleto, ebbe un'apparizione del Signore,
che gli ordinava di tornare indietro. Fu questo l'inizio di una
graduale conversione.
Durante una breve permanenza a Roma si spogliò
dei suoi abiti e dei denari: più tardi, in Assisi, davanti
ad un lebbroso non fuggì, come facevano tutti, ma gli si
avvicinò e lo baciò. Gli amici lo schernivano e deridevano,
il padre manifestava apertamente la sua delusione, solo la madre
lo confortava.
Francesco scelse il silenzio e la meditazione tra
le campagne e le colline di Assisi, facendo spesso tappa nella Chiesetta
di San Damiano nei pressi della città e il crocifisso che
era nella cappellina gli parlò: "Va, ripara la mia casa
che cade in rovina". Francesco vendette allora le stoffe della
bottega paterna e portò i denari al sacerdote di San Damiano:
ma l'ira di Pietro di Bernardone costrinse Francesco a nascondersi.
La diatriba col padre fu risolta solo con l'intervento del Vescovo
di Assisi, davanti al quale Francesco rinuncia a tutti i beni paterni.
Cominciò un periodo di spostamenti: di quel
periodo è l'episodio del lupo di Gubbio, un animale che incuteva
terrore e morte, ammansito dalle parole del Santo. Le gesta di Francesco
non passarono inosservate e dopo qualche tempo, si affiancarono
i primi seguaci: Bernardo da Quintavalle, Pietro Cattani, poco dopo
Egidio e Filippo Longo.
Le prime esperienze con i compagni si ebbero nella
piana di Assisi, nel Tugurio di Rivotorto e alla Porziuncola: tutti
i compagni vestivano come Francesco di un saio e di stracci. La
data ufficiale della nascita dell'Ordine dei Frati Minori è
il 1210 quando Francesco ed i compagni vengono ricevuti dal papa
Innocenzo III che verbalmente approva la Regola.
Il Papa, in sogno, ebbe la visione della Basilica
Lateranense in rovina ed un uomo che la sorreggeva per evitarne
la distruzione: quell'uomo era Francesco. Iniziano i contatti con
Chiara d'Assisi e nasce così l'Ordine delle Povere Dame di
San Damiano, chiamate Clarisse dopo la morte di Chiara.
Nel 1213 Francesco riceve dal Conte Orlando di Chiusi
il Monte della Verna. Inizia la sua predicazione a più lungo
raggio che lo spinge a recarsi in Marocco, ma una malattia lo ferma
in Spagna.
Nel 1216 ottiene da Onorio III l'indulgenza della
Porziuncola, Il Perdono di Assisi, la più importante della
cristianità dopo quella di Terra Santa. Nel 1219 Francesco
parte per Acri e Damietta al seguito della crociata e giunge in
Egitto alla corte del sultano Melek el-Kamel, per poi raggiungere
la Palestina. Nel frattempo l'Ordine ha i suoi primi martiri, uccisi
in Marocco.
Nel 1220 Francesco torna ad Assisi dove i suoi ideali
di povertà, di carità, di semplicità hanno
fatto presa su molti: inizia così un nuovo ciclo di predicazioni
in tutta Italia. A Fontecolombo, nei pressi di Rieti, redige una
nuova Regola, approvata poi da Onorio III.
A Greccio, in dicembre, istituisce il Presepio, una
tradizione cara alla cristianità. Nel 1224 sul Monte della
Verna riceve le stimmate, il segno di Cristo e della santità.
Francesco è stanco ed ammalato, il peregrinare per le predicazioni
l'ha provato fuori misura, viene così curato a San Damiano,
ospite di Chiara e delle Sorelle. Qui compone il Cantico delle Creature
opera di alta religiosità e lirismo, che contiene tutti gli
ideali dell'umiltà e della grandezza francescana. Sentendo
prossima la fine terrena, Francesco si fa portare alla Porziuncola,
in Santa Maria degli Angeli, dove muore al tramonto della giornata
del 3 ottobre 1226.
Il 16 luglio di due anni dopo veniva dichiarato Santo
dal papa Gregorio IX. |

San Francesco da Assisi

Assisi (La Basilica Superiore)

Assisi (La Tomba)

Assisi (Interno Basilica Superiore)

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