A
pochi passi dal paese di Grutti in una splendida torre medioevale
ristrutturata abbiamo incontrato Tito Schipa JR., figlio del notissimo
tenore Tito Schipa ed artista di fama internazionale. Immediatamente,
e soprattutto grazie alla cordialità ed affabilità
di Tito JR. e di Adriana sua compagna, è nato tra di noi
un grande spirito di collaborazione che siamo certi porterà
ottimi frutti.
Figlio d'arte (il padre Tito Schipa è stato il più
grande tenore di grazia del secolo), Tito JR. ha vissuto i suoi
primi anni tra Los Angeles e Parigi, stabilendosi poi definitivamente
a Roma dove ha seguito gli studi classici e, contemporaneamente,
canto e pianoforte. Attivo nel campo musicale in molteplici produzioni
di grande successo si è dedicato tra tra l'88 e il 93 alla
realizzazione della BIOGRAFIA PATERNA scritta e filmata, in occasione
del centenario della nascita. Da tempo Tito JR. ed Adriana hanno
scelto Grutti per trascorrere parte del loro prezioso tempo immersi
nel relax e nella pace della nostra natura e noi non possiamo che
essere onorati di annoverare tra la nostra gente questi nuovi amici.
Un grazie dunque alla loro disponibilità ed al prezioso contributo.
Dal sito della famiglia Schipa riportiamo la breve
biografia del tenore Tito Shipa e alcune foto storiche.
Raffaele Attilio Amedeo Schipa (solo più
tardi verrà soprannominato "Tito", che in dialetto
significa "piccoletto") nasce a Lecce negli ultimi giorni
del 1888
per diventare il più grande "tenore di grazia"
di tutti i tempi
e in assoluto uno dei cantanti più importanti del XX secolo.
Raffaele Attilio Amedeo Schipa nasce a Lecce, quarto
figlio di una famiglia modesta (il padre Luigi è guardia
daziaria) nel quartiere popolare delle Scalze negli ultimi giorni
del 1888, ma viene iscritto all'anagrafe il 2 Gennaio 89 per questioni
di leva militare.
Il suo sovrannaturale talento vocale viene notato
immediatamente dal maestro elementare Giovanni Albani poi da tutta
Lecce, per cui fu sempre "propheta in patria".
Con l'arrivo da Napoli del vescovo napoletano Gennaro
Trama (1902) vero talent scout dell'epoca, l'avvio all'arte del
giovane talento, soprannominato ormai "Titu" (piccoletto),
è garantito con la sua entrata in seminario, dove studierà
anche da compositore.
Dopo un'adolescenza piuttosto agitata nella sua città
natale, dove dà prova, oltre che del suo talento artistico,
anche della sua predisposizione all'avventura e alla seduzione,
su consiglio del suo miglior maestro di canto, Alceste Gerunda,
Tito "emigra" a Milano per completare gli studi con Emilio
Piccoli e cercare l'occasione di debutto (naturalmente a pagamento)
che avviene a Vercelli con una Traviata(4 Febbraio 1909).
Il successo non è immediato (le caratteristiche
vocali del ragazzo sono del tutto inconsuete per il pubblico medio
dell'epoca) ma la progressione è sicura e costante, fino
a che, dopo una lunga routine di formazione nella compagnia operistica
di Giuseppe Borboni, culminata a Roma per l'Esposizione Universale
del 1911, il primo trionfo lo aspetta a Napoli nella stagione del
1914 diretta da Leopoldo Mugnone, dove con una Tosca leggendaria
il nome d'arte "Tito Schipa" si impone definitivamente
alle cronache artistiche e mondane.
Il successo lo porta subito in Spagna, e lo spagnolo
è la lingua più esemplare della sua naturale predisposizione
poliglotta (ne parlerà correntemente quattro e ne canterà
undici compreso l'aborigeno australiano più, come ripeteva,
il napoletano) il che lo aiuta a conquistare con facilità
il cuore degli spagnoli, orfani del loro idolo, il tenore catanese
Giuseppe Anselmi.
Con una Manon del 14 Gennaio 1918 al Real di Madrid
anche il primo trionfo all'estero è assicurato.
Segue un periodo di viaggi tra la Spagna e il Sud
America, dove si gettano le fondamenta di un lungo intenso rapporto
con il pubblico, specialmente argentino. Ma la guerra, col pericolo
dei sottomarini, vede il giovane Schipa intentare e vincere una
causa con la sua agenzia artistica per farsi riconoscere il diritto
a non navigare fino alla cessazione delle ostilità.
Il 1919 è l'anno dell'approdo negli Stati
Uniti, invitato dalla soprano Scozzese Mary Garden e dall'impresario
Cleofonte Campanini, che insieme gestiscono la Civic Opera di Chicago.
Qui sposa la soubrette francese Antoinette Michel d'Ogoy, conosciuta
a Montecarlo in occasione della prima assoluta di La Rondine di
Giacomo Puccini, da cui avrà due figlie, Elena e Liana.
Questa volta è Rigoletto l'opera del debutto
trionfale a Chicago (4 Dicembre). Inizia per Tito Schipa l'avventura
statunitense, cominciata come probabile successore di Caruso ma
in realtà definitasi come quella dell'Anti-Caruso per eccellenza,
che lo vede tenore stabile di Chicago per 15 anni, indi primo tenore
al Metropolitan di New York, ormai tra i più famosi e i più
pagati cantanti dell'epoca, specialmente nella categoria del "tenore
leggero" o "di grazia" dove si assicura il titolo
di massimo interprete d'ogni tempo.
La permanenza e la quasi naturalizzazione americana
comportano, per il carattere dinamico e curioso del soggetto, una
serie di coinvolgimenti artistici, mondani e sociali di grande importanza
e spesso di grande rischio:
Progetta di scrivere un'opera-jazz (quindici anni
prima di Gershwin), si avvicina al repertorio leggero spagnolo e
napoletano con risultati insuperati nell'ambito tenorile (grazie
anche alla amicizia e collaborazione con gli autori José
Padilla e Richard Barthelemy), si apre all'esperienza del nuovo
cinema sonoro diventando anche un più che discreto attore
di musicals (Vivere! del 1937 capeggerà il box-office italiano
sia con la pellicola stessa che con le due canzoni di Bixio incluse,
Vivere e Torna piccina mia), si compromette con i gangster di Al
Capone venendone classicamente prima ricattato poi blandito, colleziona
onorificenze e riconoscimenti prestigiosi, tra cui la Legion d'Onore
francese, passa da un'avventura sentimentale all'altra con risultati
disastrosi per il suo matrimonio, e soprattutto guadagna cifre vertiginose
che sperpera con abilità diabolica, rimbalzando continuamente
dalla classifica degli uomini più ricchi del mondo a quella
di bersaglio ideale per le stangate di ogni tipo.
La seconda guerra mondiale e il suo nuovo legame
sentimentale con l'attrice Caterina Boratto, che lo riavvicina all'Italia,
lo portano a coinvolgimenti eccessivi con il regime fascista, soprattutto
per l'antica amicizia personale con Achille Starace, suo conterraneo.
L'America del pre-maccartismo lo dichiara indesiderato, e lo stesso
fa l'Italia del Teatro alla Scala appena restaurato e riaperto.
L'opera di autocritica e di rigenerazione è
lunga e faticosa, ma a metà degli anni '40 il cinquantenne
Tito Schipa è pronto a ripartire per un'altra lunga fetta
di carriera che lo porta davanti ai pubblici di tutto il pianeta
con la sola esclusione di Cina e Giappone.
Nel 1944 conosce l'attrice Teresa Borgna, in arte
Diana Prandi, che sposerà nel 1947 e da cui avrà Tito
Jr.
Nel 1956 un invito a dirigere una scuola di canto
a Budapest lo porta per la prima volta oltre cortina, esperienza
che culminerà con la presidenza della giuria del festival
della gioventù a Mosca nel 1957. Le sue nuove simpatie per
il pubblico sovietico gli fruttano i sospetti dei servizi segreti
italiani, che gli dedicano un fascicolo del SIFAR e boicottano il
suo progetto di aprire un'Accadenia di canto in Italia sotto gli
auspici del Quirinale.
Accusato stavolta di filocomunismo, vittima di gravi
traversie economiche e coinvolto in manovre poco chiare di alcuni
suoi manager e collaboratori, è costretto a tornare negli
Stati Uniti, dove viene accolto, ancora una volta, con entusiasmo.
La scuola di canto nasce a New York, ed è
mentre insegna canto che il diabete contratto negli anni '40 lo
porta a morte il 16 Dicembre 1965, settantasettenne, dopo una carriera
di 57 anni, del tutto straordinaria in un cantante lirico per lunghezza,
varietà e glamour .
Specializzatosi in un repertorio limitatissimo (segreto
della sua strabiliante longevità vocale) Tito Schipa ha raggiunto
i vertici della sua Arte nei tre ruoli di protagonista di Werther
di Massenet, di L'Elisir d'Amore di Donizetti e di L'Arlesiana di
Cilea, in cui resta a tutt'oggi insuperato e forse insuperabile,
oltre che nel repertorio classico della canzone spagnola e napoletana.
La biografia in Italiano di Tito Schipa è
pubblicata dalla Casa Editrice "Loggia de' Lanzi" di Firenze,
quella in Inglese dall'editrice Baskerville di Dallas, Texas
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