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27 giorni in Amazzonia)
Ci proponiamo di andare a lavorare nella foresta,
e sudando 7 camicie, quando accompagnando un contadino incontrato
per caso nel suo campicello, saggiando a nostre spese ciò
che significa il lavoro a 40° insidiati da ogni sorta di insetto.
Affrontiamo un viaggio di 7 giorni lungo il fiume per visitare le
varie comunità della missione e restiamo stupiti dall'accoglienza
incredibile che riceve Benigno ogni volta che si tocca terra.
Sicuramente è amatissimo e quando una sera gli ho chiesto
quale era il segreto di questo strepitoso successo lui con la semplicità
che solo i Frati hanno mi ha risposto: Righè (questo è
il soprannome che mi ha dato) "se tu
ami il popolo il popolo ti amerà sempre" il chè,
nel suo caso significa aver condiviso per 40 lunghi anni ogni pena,
ogni difficoltà, ogni lutto ed ogni gioia di questa gente
che ama profondamente.
Capirete bene che non sempre è stato facile.
Trascurando quelli che sono i fastidi fisici rappresentati da caldo,
umidità, zanzare e pericoli vari, qui sempre in agguato,
ciò che più ogni sera era in subbuglio era la nostra
anima.
Tante emozioni, tante impressioni vissute nel breve lasso di tempo
ci stordivano e ci sfinivano e continuamente ci trovavamo a chiedere,
cercando di ottenere le risposte alle nostre perplessità.
Del resto chi ci rispondeva animava spesso in noi nuove inquetudini
aprendoci a prospettive mai prese in considerazione.
Grazie a tutto ciò abbiamo sentito nei nostri cuori l'isolamento
di questa gente, la semplicità di una vita povera, il dramma
di famiglie che vivono giorno per giorno sempre al limite della
soglia di sopravvivenza.
Ed ancora, l'ingiustizia ed il soppruso consumato ai danni degli
Indios dalla nostra civiltà in cerca di nuovi sbocchi economici,
il nostro "progresso" donato senza istruzioni che li trasforma
istantaneamente da uomini liberi in uomini poverissimi, miserabili
e costringe le loro menti semplici a "prostituirsi" per
un televisore, uno stereo ecc.
Poi l'opera dei frati, incredibile, mastodontica, bellissima.
Ogni chiesa, ogni scuola ogni ospedale che si incontra nei quasi
1000 km di missione ha la loro firma.
E' sicuramente la firma di Dio, quel Dio che non hanno mai voluto
imporre e a cui spesso hanno dato le sembianze di una "dea
della foresta" di una "divinità del fiume",
consci dell'esistenza di un unica anima che abbraccia tutti gli
uomini, unità di misura di tutte le cose.
Quante storie, quanti volti indimenticabili.
Come Frei Paolo, 27 anni, 2 occhi azzurri che non passano inosservati.
Dal Lago Maggiore, lui piccolo fraticello cappuccino, umile servitore
di Dio, ha deciso di giocare la sua sorte con i poveri del mondo.
Frei Bianco, barba bianca ed uno sguardo che dona tranquillità
e pace, tutto il giorno a lavoro per accudire al meglio i bambini
delle adozioni a distanza.
Poi Umberto, ravennate, ex marinaio sbarcato in america latina 16
anni fà.
Da quel giorno la sua vita si svolge con gli "indios"
del Javari con cui condivide tutto compresi i suoi beni personali
rappresentati da un paio di stivali, una camicia ed un paio di pantaloni
laceri.
Tante esperienze, tanti racconti, tanta fede che abbiamo visto traboccare
negli occhi di tanti frati, preti, suore incontrati lungo il cammino.
Cosa dire poi del "popolo dell' Amazzonia", tenerissimo,
semplice. Lo abbiamo conosciuto grazie alle storie di alcuni di
loro, come Gilberto (il nostro motorista), 19 figli, una vita sempre
su filo del rasoio e la serenità di chi ancora sà
vivere giorno per giorno il presente.
Ragazzi e ragazze della nostra età con cui abbiamo condiviso
alcue ore ed che abbiamo sentito profondamente vicini ai nostri
cuori.
Infine due parole su Frei Benigno nostra preziosa guida.
67 anni di cui 40 vissuti qui. La fede e lamore incondizionato per
il suo popolo lo hanno trasformato di volta in volta in impresario
in dottore in ingegnere mettendolo sempre a disposizione dei più
bisognosi.
I l frutto di tutto ciò è li visibile a tutti, le
tante scuole, i centri sociali, le chiese che stanno su più
per divina provvidenza che per abilità ingegneristica, le
mille attività create per dare una speranza nuova a questa
gente.
In cambio tanto amore e un infinita riconoscenza che ogni volta
si legge negli occhi dei suoi parrocchiani. Concludendo voglio ora
dire grazie, grazie a Dio per avermi fatto vivere e vedere cose
tanto meravigliose. Voglio ringraziare il popolo dell'Amazzonia
che ci ha accolto con semplicita ed affetto, ma soprattutto ringrazio
i frati Cappuccini missionari per l'esempio forte e toccante che
oggi mi da la forza di sperare e credere fermamente che possa esistere
un mondo migliore.
Enrico Falchi
Per chi volesse ulteriori informazioni sulle missioni
dei Frati Cappuccini in Amazzonia consiglio di visitare il sito
internet www.ofmcappuccini.umbria
oppure comunicare direttamente con la redazione di grutti.com all'indirizzo:
radazione@grutti.com.
IMPORTANTISSIMO:
Padre Bianco Epis e L'AIFI (Associazione insieme
ai fratelli Indios) stanno promuovendo le adozioni a distanza di
bambini particolarmente bisognosi.
Con un contributo di soli 17 euro al mese potete salvare una piccola
vita strappandola agli effetti della malnutrizione. Se sei interessato
chiedici informazioni, "Il tuo aiuto può fare tanto"
Per info invia una e-mail a
redazione@grutti.com
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